Nella vigna di Francesco / 2
B-XVI elogia le staminali adulte in un libro scientista pro life
Negli ultimi vent’anni, la ricerca sulle cellule staminali ha ricevuto il sostegno di celebrity come Michael J. Fox e Christopher Reeve. Migliaia di studi scientifici sono stati pubblicati sul successo delle terapie che sfruttano queste cellule. Ma è una ricerca usata anche per demolire la reputazione della chiesa cattolica, contraria all’uso di staminali tratte dalla distruzione di embrioni umani. Negli Stati Uniti la prossima settimana esce un libro dal titolo “The Healing Cell: How the Greatest Revolution in Medical History Is Changing Your Life”, in cui esponenti della chiesa cattolica e scienziati spiegano perché l’uso di staminali adulte è la vera rivoluzione in campo medico, mentre invece lo sfruttamento di quelle embrionali è uno scandalo morale e un passo falso scientifico. Matzuzzi Attesi per dopo Pasqua i primi tasselli del governo Bergoglio

Negli ultimi vent’anni, la ricerca sulle cellule staminali ha ricevuto il sostegno di celebrity come Michael J. Fox e Christopher Reeve. Migliaia di studi scientifici sono stati pubblicati sul successo delle terapie che sfruttano queste cellule. Ma è una ricerca usata anche per demolire la reputazione della chiesa cattolica, contraria all’uso di staminali tratte dalla distruzione di embrioni umani. Negli Stati Uniti la prossima settimana esce un libro dal titolo “The Healing Cell: How the Greatest Revolution in Medical History Is Changing Your Life”, in cui esponenti della chiesa cattolica e scienziati spiegano perché l’uso di staminali adulte è la vera rivoluzione in campo medico, mentre invece lo sfruttamento di quelle embrionali è uno scandalo morale e un passo falso scientifico. Il libro, firmato da Robin Smith, Tomasz Trafny e Max Gomez, ha una prefazione d’eccezione, scritta dal Papa emerito, Benedetto XVI. Il volume spiega perché, nonostante la fanfara giornalistica tesa a enfatizzare il miracolo delle staminali embrionali, nel mondo oggi ci sono 4.300 sperimentazioni con le tecniche adulte e soltanto 26 con quelle prese dall’embrione umano. E molte delle prime sono finanziate dalla chiesa cattolica.
Tali cellule offrono una fonte rinnovabile di sostituzione delle cellule e tessuti per la cura di numerose malattie. Robin Smith spiega che nel mondo vi sono oltre 12,7 milioni di persone che soffrono di cancro, 346 milioni di malati di diabete e 583 milioni di persone che soffrono di malattie autoimmuni. Le nuove terapie con cellule staminali adulte sono state impiegate con successo in casi di sclerosi multipla e leucemia e, in un futuro non molto lontano, potremo utilizzarle per ricostruire tessuti danneggiati e riparare organi come il cuore.
Tali cellule offrono una fonte rinnovabile di sostituzione delle cellule e tessuti per la cura di numerose malattie. Robin Smith spiega che nel mondo vi sono oltre 12,7 milioni di persone che soffrono di cancro, 346 milioni di malati di diabete e 583 milioni di persone che soffrono di malattie autoimmuni. Le nuove terapie con cellule staminali adulte sono state impiegate con successo in casi di sclerosi multipla e leucemia e, in un futuro non molto lontano, potremo utilizzarle per ricostruire tessuti danneggiati e riparare organi come il cuore.
Se ne parlerà il prossimo 11 e 13 aprile in Vaticano, dove si terrà una conferenza internazionale dal titolo “Adult Stem Cell Conference: Regenerative Medicine – A Fundamental Shift in Science & Culture”. Ci sarà anche il premio Nobel per la Medicina del 2012, il biologo britannico John B. Gurdon, unanimemente riconosciuto come uno dei pionieri nella ricerca sulle staminali. Già nel 1962 Gurdon, lavorando sulle rane, scoprì che la specializzazione delle cellule è un processo reversibile e cambiò così uno dei dogmi della biologia dello sviluppo di allora. La dottoressa Smith porta la sua esperienza come chairman della NeoStem, una compagnia quotata a Wall Street che fa ricerca sul sangue del cordone ombelicale (preso dai nuovi nati) e su staminali adulte. La NeoStem è celebre per aver già messo a punto il trattamento noto come “Amr-001”, che cura le disfunzioni cardiache attraverso le cellule staminali. Si tratta di un medicinale che promette di “rigenerare” il cuore di chi ha avuto un infarto già dieci giorni dopo l’attacco. Il tutto grazie all’uso di cellule staminali estratte dal paziente stesso che deve essere curato. Le cellule staminali sono cellule che hanno la possibilità di trasformarsi nei diversi tipi di “mattoni” che costruiscono il nostro corpo. In questo caso, vengono utilizzate per ricostruire i tessuti del cuore danneggiati. Tre anni fa la NeoStem, società biofarmaceutica internazionale, e il Pontificio consiglio per la cultura avevano annunciato un’iniziativa congiunta tra le loro organizzazioni per ampliare la ricerca e accrescere la conoscenza delle terapie basate sulle cellule staminali adulte. Il Vaticano ha donato un milione di dollari per sostenere la causa della ricerca sulle cellule staminali adulte. Nel progetto è stato coinvolto anche Tommy Thompson, l’ex ministro della Sanità statunitense durante il primo mandato del presidente George W. Bush e per tre volte governatore del Wisconsin. Trafny, coautore del libro “The Healing Cell”, è il capo del dipartimento scientifico del Pontificio consiglio per la cultura. “I cattolici possono mantenere la propria sensibilità morale e abbracciare i più alti livelli di ricerca scientifica”, scrive Trafny. “Per questo Papa Benedetto ha scritto la prefazione al libro”. Aggiunge Trafny che “il giuramento di Ippocrate (il testo cardine della medicina sulla preservazione della vita a ogni costo, ndr) deve essere esteso a tutte le scienze della vita, dal momento in cui oggigiorno non solo i medici, ma anche gli scienziati di laboratorio hanno capacità di intervenire in tutte le fasi della vita dell’uomo”. Allora secondo Ratzinger “la dignità e l’inviolabilità della vita umana non devono essere subordinate a considerazioni utilitaristiche”. Il Papa emerito elogia la ricerca scientifica, perché “offre un’opportunità unica per esplorare la meraviglia dell’universo, la complessità della natura e la bellezza distintiva della vita, compresa la vita umana”. Quanto alla tesi per cui gli embrioni da cui sono tratte le staminali sarebbero comunque distrutti, Ratzinger aggiunge: “La distruzione di una sola vita umana non può essere giustificata nei termini del beneficio che porterebbe a un’altra”.